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Ho sempre nelle orecchie le parole di una canzone che mi riempie di speranza. Fu scritta dagli Intolleranza in anni dove speranza per noi ce n'era ben poca. S'intitola COME IL VENTO: Anni di torpore anni di appiattimento una generazione senza sentimento non ci sono slanci non c'è più tensione per il combattimento non c'è più una ragione. Il cancro consumista le menti ha devastato giovani senz'ossa il solo risultato giovani perduti quanti anni buttati signori del sistema non ci avete piegati. Riaffiorano i ricordi degli anni di passione ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione. La rivoluzione è come il vento la rivoluzione è come il vento. Racconti senza fine di gente che ha pagato non puoi mollare adesso la lotta a questo stato. La rivoluzione è come il vento la rivoluzione è come il vento. Scontri nelle piazze con spranghe nella mano i rivoluzionari non son caduti invano. Fuoco della rivolta sta bruciando ancora dell'insurrezione risorgerà l'aurora tirannide borghese ancora poco tempo la rivoluzione scoppia in ogni momento. La rivoluzione è come il vento la rivoluzione è come il vento.

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giovedì, 03 maggio 2007

Con la vita...sempre!

L'ABORTO E' OMICIDIO!

postato da: alechief alle ore 15:28 | link | commenti (12)
categorie: riflessioni
venerdì, 27 aprile 2007

Daje Camon Rock!

ZETAZEROALFA, IL RITORNO DEI PIRATI

“La ballata dello stoccafisso”, la nuova provocazione del gruppo più sfrontato della musica non conforme italiana, che ora approda anche in Europa.

Torna il nemico pubblico numero uno. Tornano gli Zetazeroalfa. Il nuovo album si chiama La ballata dello stoccafisso e, già nel titolo, mantiene la carica irriverente, ironica e autoironica della precedente esperienza del gruppo romano. I 13 brani segnano, però, un punto di svolta rispetto alla trilogia La dittatura del sorriso, Kriptonite e Fronte dell’essere, che li ha resi famosi nel panorama della musica nono conforme. Il disco è una produzione più matura dal punto di vista artistico e- si direbbe- esistenziale, intendendo quel mix di esperienze politiche, personali e sociali che trovano la loro incarnazione in Casa Pound, il più noto centro sociale della destra romana. E’ qui, dove di recente è stata allestita una sala prove, che sono nati i pezzi. E’ ancora qui che, per realizzare una sala di registrazione, saranno investiti i proventi dell’album, al quale seguiranno un cd strumentale in estate e un dvd a dicembre.
“Sono passati cinque anni da Fronte dell’essere- spiega Gianluca Iannone, voce del gruppo e portavoce di Casa Pound- allora Casa Pound non c’era e poi quel disco faceva ancora parte della trilogia. Ora c’è stato un consolidamento”. Durante questo periodo, comunque, gli Zza hanno continuato a suonare e farsi conoscere. Non solo in Italia ma anche all’estero, dove ora approdano con la tournée European revolution tour, organizzata da un gruppo di ragazzi olandesi. Dopo il concerto del 9 maggio a Parigi, faranno tappa a Eindhoven, Stoccarda e Marsiglia. Numerose anche le tappe del tour italiano, che si possono scoprire sul sito zetazeroalfa.org.
“Dal punto di vista musicale La ballata dello stoccafisso- spiega il produttore, Flavio Nardi di Ripe Tarpea- porta a sintesi le tre anime espresse nei lavori precedenti: quella punk, quella rumorista- elettronico- tecnologica e quella rock’n roll”. Capire quale sia il genere degli Zza non è cosa semplice, soprattutto per i non addetti ai lavori. “In origine era il dajecamnrock”, precisa poi Nardi e al profano viene voglia di rifiutarsi di andare oltre. Ma c’è qualcosa di universalmente riconoscibile negli “Zeta”: fanno cantare, ballare, divertire. I loro concerti sono sempre una festa, goliardica e incisiva. I temi dell’impegno sociale, della lotta alla globalizzazione e, soprattutto, all’omologazione, che erano già nella trilogia, tornano nei testi di oggi. Il tono è quello utilizzato tanto nella produzione musicale e grafica quanto in quella politica: spiazzante, estremo, quasi paradossale. Gli Zza sono gli stessi delle magliette con su scritto “Nel dubbio mena” e dello slogan elettorale “Vota la squadra del cuore”, impresso sull’immagine di un gruppo di squadristi. Con questo stile negli “amici” hanno suscitato sorrisi e approvazione per il gusto della provocazione. In quelli che si trincerano dall’altra parte della barricata, invece, hanno smosso attacchi di bile, condanne benpensanti e una voglia matta di vederli sparire dalla scena. Periodicamente c’è qualcuno che punta l’indice contro Casa Pound perché venga chiusa. Di quando in quando c’è anche chi lancia bombe contro il Cutty sark, il pub sulla cui porta, ormai blindata, campeggia Capitan Harlock e che è un punto di riferimento e un luogo dell’immaginario per molti ambienti della destra. In questo locale, a cui è dedicato il brano Santa Teppa, domani sera ci sarà una festa per la presentazione della Ballata. Gli Zeta, e tutto il gruppo di Casa Pound, l’originalità stilistica della loro esperienza l’hanno sempre rivendicata con orgoglio. Lo stesso nuovo album ne è un manifesto, dalle canzoni alla copertina. Sul cd campeggia un gatto nero, che fu il grimaldello per scovare il palazzo da occupare: con la scusa di cercare un micetto smarrito tapezzarono di volantini l’Esquilino, il quartiere romano dei ghetti e dell’immigrazione incontrollata, e iniziarono a perlustrare gli stabili nella zona per individuare quello in cui mettere radici. La storia è raccontata nel libro Centri sociali di destra di Domenico di Tullio ed è rievocata ora da Iannone: “L’abbiamo scelto perché il gatto ha trovato casa e ci piace come simbolo. E’ indipendente, ha parecchie vite e mantiene sempre il suo sangue freddo. Quello nero, poi, è il più resistente, stava sulle navi dei pirati ed era il primo a scendere a terra. Si dice che porta “sfiga” perché annunciava l’arrivo dei pirati”.
I pirati sono tornati e hanno portato con sé anche gli amici in un modo o nell’altro “lontani”: Peppe Dimitri, al quale è dedicato l’emozionante brano strumentale Fuligine, e Luigi Ciavardini, che ha ispirato il messaggio di copertina del cd, “quando la terra trema sei tu a decidere il tuo battito cardiaco”, e per il quale si rivendica giustizia sull’homepage del sito.
(Annamaria Gravino)

Tratto da: http://it.novopress.info

postato da: alechief alle ore 21:29 | link | commenti (1)
categorie: musica, osa onc 451
sabato, 21 aprile 2007

Io ho quel che ho donato!

postato da: alechief alle ore 21:14 | link | commenti (2)
categorie: comunicati, propaganda
lunedì, 16 aprile 2007

Le vostre sentenze, la nostra Lotta!

  

Ingiustizia è fatta.


La vicenda giudiziaria relativa alla strage di Bologna si conclude con la conferma definitiva della sentenza di condanna a trent’anni di reclusione a Luigi Ciavardini.
Il mostro di Bologna sarebbe stato un ragazzino di diciassettenne anni, cresciuto nel clima violento degli anni di piombo. Nessuno ci crede sul serio, in realtà, ma lapide e commemorazioni ufficiali possono ritenersi salve. La sentenza di condanna nei confronti dei maggiorenni, Mambro e Fioravanti, trova finalmente l’auspicato cordone sanitario.
Tutto ritorna al suo posto, come da copione, se non fosse che questa farsa durata ventisette anni tradisce un’assenza illustre: la Verità.
Nessuno ha spiegato perché e per conto di chi Ciavardini avrebbe compiuto un "atto di guerra non dichiarato" contro il suo popolo. Nessuno ha mai spiegato per quali ragioni il 2 agosto 1980 la stazione ferroviaria di Bologna è saltata in aria. Nessuno ha mai spiegato cosa è accaduto nei cieli di Ustica il 27 giugno dello stesso anno: ancora oggi le intelligenze del paese discutono civilmente se ad abbattere il DC9 fu una bomba o un missile. Per mesi venne raccontato agli italiani che l’aeroplano era caduto da solo.
Forse nessuno avrà mai il coraggio di spiegare cosa accadde realmente in quella maledetta estate del 1980. E soprattutto nessuno prova un minimo di vergogna per questo.
Ma sarà nostra cura ricordare a questo nessuno, sino all’ultimo dei suoi giorni, che né la ragion di stato né tanto meno quella di partito potranno mai soffocare la voce della coscienza, illudendolo che il fine giustifica i mezzi, anche quelli più meschini. Che la persecuzione di un ex terrorista, anche se non c’entra nulla con la strage di Bologna, non deve turbare il sonno delle persone perbene.
Un innocente rimane innocente, anche se da ragazzino imboccò la strada maledetta della lotta armata. Quel gioco al massacro per il quale i cattivi maestri, gli istigatori, gli strateghi del mediterraneo, l’intera classe politica italiana non hanno mai avuto il pudore di assumersi le responsabilità.
La morte civile di Luigi Ciavardini è l’ultimo verdetto dell’ultimo processo sugli anni di piombo. Si può chiudere finalmente la pagina più buia della storia italiana: le consegne sono state rispettate. La grazia ad Ovidio Bompressi è stata concessa, quella per Adriano Sofri aspetta tranquillamente perché la pena rimane sospesa; ovviamente. Ovviamente, Ciavardini rimane murato vivo nel braccio speciale di Poggio Reale. Ovviamente.
Ovviamente la nostra battaglia per la Verità non termina oggi. Ricomincia proprio adesso e saremo più determinati di prima. E ancora più chiari.
Se abbiamo scelto la linea del silenzio, in questi ultimi mesi, è stato solo per evitare che le continue provocazioni indirizzate nei nostri confronti potessero nuocere a Luigi.
Abbiamo provato, sino all’ultimo, a credere nella Giustizia. Oggi non ci crediamo più e vogliamo spiegare a tutti il perché. Nelle scuole, all’università, nelle piazze delle nostre città.

Siamo pronti.

www.loradellaverita.org

postato da: alechief alle ore 01:14 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, articoli
lunedì, 02 aprile 2007

Io ho quel che ho donato!

postato da: alechief alle ore 15:22 | link | commenti (1)
categorie: comunità popoli
sabato, 24 marzo 2007

Leggere Obbedire Combattere

http://cavalcarelatigre.blogspot.com/

IN PIEDI IN MEZZO ALLE ROVINE!

LEGGI

http://cavalcarelatigre.blogspot.com/

postato da: alechief alle ore 02:23 | link | commenti
categorie: propaganda, squadristi del 2000
sabato, 10 febbraio 2007

Per non dimenticare...

postato da: alechief alle ore 14:19 | link | commenti
categorie: propaganda, per non dimenticare
mercoledì, 07 febbraio 2007

Riflessioni!

Curve e politica

 

Accomunare calcio e politica ha sempre creato confusione. Io ho molto rispetto per gli ultras e penso che in tante occasioni siano stati ottimi interpreti e diffusori di un sistema di propaganda alternativo a quello conforme dei media di massa: anni fa apprezzai moltissimo quel famoso striscione che rendeva onore “alla tigre Arkan” poiché veicolò a livello nazionale il pensiero di tantissimi italiani che si erano vivamente rotti i ciglioni delle menzogne pacifinte e politicamente corrette. Sta di fatto che rimango comunque dell’idea che sia completamente inutile portare i nostri vessilli ideali, pregni di sacrificio e sudore e sangue su campi che non sono di battaglia ma di sport. Non esulto quando vedo i livornesi che sputano sul ricordo delle foibe ed espongono il povero Guevara e non esulto quando, per ridicolizzare la squadra avversaria, si ricorre in modo ridicolo alla zoologia (magari con la propria rigorosamente multicolor). Non esultai nemmeno quando vidi il pur buon Di Canio stendere quello stesso braccio che milioni di italiani, anni fa, concedevano al Duce. Fu sicuramente un gesto spettacolare e di grande impatto mediatico. Ne ricordo, ancora ora,  l’immediato segno di sconfortò che mi travolse al pensiero che, pochi anni prima, lo stesso braccio vestiva quelle stelle e quelle strisce vittime della più grande bufala del nuovo millennio.

Poi chi si offese realmente di fronte allo striscione “Ronaldo ebreo”? Lui o qualche rabbino?

Penso che sia utile dissociare la passione sportiva da quella politica anche perché sennò si rischia di confondere i teppisti imborghesiti da film americano (ne ho visto uno con un’inguardabile felpa marchiata d&g sulla schiena) con i veri rivoluzionari che sulla piazza ci hanno lasciato sangue, denti, sogni e speranze. E’ ridicolo pensare che si danno calci per un sistema che gira attorno a chi dà calci ad una palla. Ora sarò retorico: ma con tutti i motivi che ci sono per contestare la mediocrità della società attuale è utile menarsi e morire (non sicuramente di morte eroica) per dei giocolieri (calciatori, presidenti, manager,amministratori e tutta la banda)? E allora per una volta anch’io provo dispiacere. E ne provo ancora di più se ripenso alle migliaia di “camerati” (con tanto di celtiche” che affollano le curve e si dimenticano le piazze. E ne provo ancora di più se ripenso che uno stadio lo è pure il parlamento dove si gioca con le nostre palle. La politica è altro. Voi continuate a giocare. Eja Eja

postato da: alechief alle ore 02:49 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni
venerdì, 26 gennaio 2007

RiCarica

STO TORNANDO!

...e fanculo ai boia di Saddam, agli amici degli americani e i loro appestati COMPAGNI di merenda (finti contestatori contor-sionisti e trasformisti), al ddl Mastella e a tutto ciò che si mette tra Noi e la Verità giusta (o la Giustizia vera). Il blog non è morto, Il blog (i blog) si sta evolvendo...da squadrismo mediatico a SQUADRISMO E BASTA!

"...scimmia sarà tuo nonno, compagnuccio evoluzionista..."

postato da: alechief alle ore 19:53 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, squadristi del 2000
martedì, 19 dicembre 2006

Un regalo per lo Spirito!

Per Natale

NON CONSUMARTI!

modaeputtane

non consumarti

postato da: alechief alle ore 15:19 | link | commenti (1)
categorie: propaganda
giovedì, 14 dicembre 2006

Un filo di voce!

PICT0483

Tempi moderni (e disgustosi)

Torno sul blog. E’ necessario. Sono successe tante cose in queste ultime settimane. In una cittadina del nord-est, tra muri, tentativi di integrazione multiculturale e derive di sbandati accattoni rossi, si è dato il la alla legittimazione dell’anormalità. Il registro istituito per la consacrazione dell’omosessualità quale nuovo status symbol ha iniettato nuova carica ad una sinistra ormai in caduta libera: ma cosa s’inventano pur di stare sempre in (s)ballo questi politicanti? Patetici.

Due righe anche sull’adunata oceanica di S. Giovanni. La nota positiva per noi non era assolutamente quella di sfilare accanto ai partiti che contano ma quella di dimostrare la nostra netta opposizione ad un governo che, finanziaria o non finanziaria, sta affossando il nostro paese con politiche anti-italiane (alcune presenti anche nel precedente governo di centro-destra). Devo dire che un po’ comunque mi sono vergognato. Ad un certo punto mi sono trovato di fronte ad un bel gruppetto di militanti di Ag (non ricordo la provenienza) con tanto di bandiere americane al vento e di croci celtiche sui baveri. Ho lasciato scorrere la metro poi con gli altri camerati abbiamo lanciato il motto “contro il comunismo la gioventù si…” subito seguiti a ruota dai giovani di An. Vista la collaborazione e l’effetto dovuto all’ottima acustica della galleria siamo partiti anche con “contro gli americani la gioventù si…” accorgendoci però subito che l’altra parte del coro aveva improvvisamente perso la voce. Morale della storiella: continuate così! Effettivamente siete i giovani di An, quindi lasciate perdere certi simboli e concentratevi sulla vostra politica filo-americana. Anche questa è coerenza.

Un’ultima cosa e poi torno nel mio silenzio mediatico. Avete presente quel signore distinto che un paio di giorni fa ha clamorosamente toppato di fronte al domatore di conigli Mentana? Io l’ho conosciuto un paio d’anni fa, mentre si preparava a fare le scarpe all’ultimo figlio del Sole (politicamente attivo). Millantava collegamenti ideali diretti con la “Repubblica” (quella vera) e spacciava onore e fedeltà come se fossero caramelle. Sparava a zero su Fini e Rauti come la più sanguinaria batteria di missili israeliani. Scoprimmo che era inutile allora (un coraggioso camerata portò fuori tutti dalla Fiamma per scontrarsi poi con l’immobilismo del FSN) come tanti l’hanno scoperto ieri. Mi dispiace solo perché, colpa di questo qua, tante vere avanguardie si sono perse per strada (o dentro casa).  Con la cazzata che ha detto l’altro giorno a Matrix ha inoltre dimostrato la sua completa mancanza di tempismo politico: è salito sul carro dei vincitori quando questo era già fermo da un bel po’, con i vincitori e i loro fedeli servitori già solidamente arroccati nei palazzi del potere. Povero scemo!

postato da: alechief alle ore 13:14 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, articoli
giovedì, 30 novembre 2006

Lotta con noi!

CON IL CAPITANO SEMPRE!

postato da: alechief alle ore 20:08 | link | commenti
categorie: per non dimenticare
mercoledì, 22 novembre 2006

Riflessioni!

Le Guardie Rosse del Sistema

Stanno tornando! Qualcuno l’aveva predetto. I borghesi, figli di papà (ricco), rinchiusi per anni dentro quelle moderne riserve note come centri sociali, stanno uscendo allo scoperto, nuovamente. Come 20, 30 anni fa. Il motivo è molto semplice: è finito il trend, la moda che li ha sostenuti in questi anni. Tra i giovani che frequentano quelle sudice tane rosse sono pochissimi quelli che si possono definire militanti o quantomeno simpatizzanti. Il centro sociale è un business nondimeno di un qualsiasi fast-food marchiato con la M gialla. In più, i giovani, ammassati dalle logiche di sistema, hanno scoperto che il cambiamento vero, la rottura rivoluzionaria la si sta compiendo da tutt’altra parte. Sono finiti i tempi degli sbandati, drogati e luridi accattoni rossi. Basta con la logica dell’alienazione, della fuga codarda per non cadere tra i tentacoli del Sistema, ora ci sono giovani che si sostituiscono ad esso, che si sostituiscono ad una classe politica corrotta, drogata e inefficiente. Ora il Sistema lo si combatte. E’ un progetto Caos reale. Per questo stanno nuovamente uscendo fuori dai loro nascondigli. Ma il loro fuoco, i loro sputi, le loro codarde aggressioni non serviranno a niente. Siete lo strumento privilegiato del nostro peggior nemico. Siete l’ultimo e ormai sordo urlo di disperazione di un sistema moribondo. Morirete con lui.

La Fedeltà è più forte del fuoco!

postato da: alechief alle ore 12:10 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, squadristi del 2000
sabato, 18 novembre 2006

Tradizione vs Progresso

Parassitismo mediatico

Era da tempo che non aggiornavo il blog. Impegni vari, poca ispirazione, gioie e dolori, amori e riflessioni. In più l’incazzatura per il vile attentato alla sede dei camerati padovani di Fn (scriverò qualcosa a riguardo nei prossimi giorni: stay tuned!). Ora mi va di postare una piccola e simpatica rivisitazione del capolavoro di Jean de La Fontaine: La cicala e la formica. Me lo ha inviato una persona speciale e penso che oltretutto sia paradigmatico di un continuo e persistente rovesciamento dei valori tradizionali. Per quanto io non mi senta per niente “formica” e mantenga anche fiabescamente la mia terza posizione, credo sia utile per capire come funziona il modello democratico-capital-comunista (sono tutti figli della stessa puttana post-illuminista). A voi la lettura!

La cicala e la formica

_*VERSIONE CLASSICA*_

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e
accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,
danza, canta e gioca tutta l'estate.
 
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le
provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza
cibo e muore.

_*VERSIONE AGGIORNATA*_

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e
accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,
danza, canta e gioca tutta l'estate.
 
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le
provviste accumulate.
 
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la
questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben
nutrita mentre altri meno fortunati muoiono di freddo e fame.
 
La televisione organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la
cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo
nella sua confortevole casa con l'abbondante tavola piena di ogni ben di
Dio.

I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si
lasci soffrire la povera cicala mentre altri vivono nell'abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà
della cicala mentre i giornalisti organizzano delle interviste
domandando perché la formica divenuta così ricca sulle spalle della
cicala ed interpellano il governo perchè aumenti le tasse della formica
affinchè essa paghi la sua giusta parte.
  In linea con i sondaggi il governo redige una legge per l'eguaglianza
economica ed una ( retroattiva all'estate precedente ) anti
discriminatoria.
 
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver
occupato la cicala come apprendista, la casa della formica sequestrata
dal fisco perchè non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la
formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtenstein.

La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne,
sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la
primavera sia ancora lontana.
L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala,
comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala e del governo.
  Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza
di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un
costo di 10 milioni.
 
Intanto la cicala muore di overdose

ed il governo le intitola una Sala Convegni in Parlamento;

la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle
ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati.
  Il governo si felicita delle diversità multiculturali del paese così
aperto e socialmente evoluto.

I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri, un traffico
di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità
  Il partito della sinistra propone l'integrazione perché la repressione
genera violenza e violenza chiama violenza.

Morale della favola:

Anche da questo contesto si puo' vedere quanto il comunismo sia radicato nella nostra societa'... Quando uno lavora, per invidia di chi non ha voglia di fare un cazzo, deve lasciare tutti i frutti dei suoi sacrifici e andarsene, meno male che pero' c'e' ancora qualcuno che resta a combattere per quello in cui crede... SEMPER ADAMAS!!!

postato da: alechief alle ore 18:42 | link | commenti
categorie: riflessioni, squadristi del 2000

Comunicato Forza Nuova

Vile attentato incendiario alla Federazione di Padova ad opera dei centri sociali

Questa mattina alle 5.30 poco prima dell’alba ignoti infami dei centri sociali (c.s.o Pedro, via Ticino a Padova) hanno attaccato la Federazione prov.le di Forza Nuova, segreteria regionale del movimento. Gli attentatori hanno utilizzato della benzina (10litri e oltre) per appiccare le fiamme al portone blindato d’ingresso, riuscendo anche a far entrare il liquido infiammabile all’interno dei locali. L’incendio è stato tempestivamente domato dai vigili del fuoco accorsi sul luogo. I danni limitati ai due portoni d’ingresso, ad una macchinetta del caffè, ad alcune bandiere, ed altre suppellettili sono irrisori rispetto alla gravità dell’accaduto. Era infatti da dieci anni che a Padova non si registrava un attentato incendiario alla sede di Forza Nuova (nel 1996 in Via Viotti); e questo vile quanto sprovveduto gesto non rimarrà certamente un caso isolato ma riaprirà antiche ferite mai rimarginate. Forza Nuova a Padova ed in Veneto rappresentano la Destra radicale che ha sempre (e da sola) fronteggiato nelle piazze ed in ogni sede i rimasugli e gli eredi di Potere operaio, Autonomia Operaia financo delle Brigate Rosse.

Siamo riusciti con l’orgoglio e l’onore che caratterizzano la Gioventù Tradizionalista Identitaria ad arginare l’arroganza e lo strapotere di questi sbandati che al di là dell’apparenza pseudo-rivoluzionaria non rappresentano altro che la parte residuale e marginale di un sistema di potere e corruzione che ha infiltrato le istituzioni pubbliche fino al midollo. La magistratura non li persegue, l’amministrazione pubblica li finanzia, l’intellighentia sessantottina del Bò li giustifica. Se pensano questi signori di spaventare Forza Nuova o ridurre in un serraglio gli spazi di accessibilità politica guadagnati dal radicalismo forzanovista in questi dieci anni di lotta quotidiana sbagliano di grosso. Le istituzioni non difendono i diritti di esistere al movimento? Bene, ci difenderemo da soli, ci difenderemo fino alla fine, senza fobie e/o timori reverenziali. Sappia l’attentatore comunista, che, questa notte non ha bruciato la porta della sede di Forza Nuova, ha bruciato invece la sua vita, ha messo un’ipoteca sulla sua tranquillità, sulla sua salute, sulla sua speranza. Padova non è Roma, né Milano, i nodi vengono sempre al pettine. Chi ha responsabilità in merito, sconterà la sua pena. Non avranno i compagni di che brindare: la sezione è già operativa, piena zeppa di militanti ideologizzati, incazzati e pieni di voglia di vivere, di vivere la militanza forzanovista contro tutto, contro tutti gli infami, i vigliacchi, i miserabili. Due parole sull’attentato: questo è forse il primo attentato della storia rivendicato prima di essere compiuto. Non più di una ventina di giorni fa l’ avvocato e consigliere comunale dei Verdi Aurora D’Agostino, referente politico del Pedro, Radio Sherwood ecc. aveva occupato un’intera pagina del più sinistramente esposto quotidiano cittadino con cruente dichiarazioni tese a minacciare l’attività di Forza Nuova presente con la nuova sezione nel quartiere Arcella. Detto fatto. Non è mancata, ad agire nella tenebra, la vigliacca mano incendiaria. Non credano questi mendicanti della sinistra di poter pacificamente seminare l’odio e il terrore ideologico standosene comodi dietro ad una scrivania. Quello che abbiamo da perdere noi questa città, Padova, l’ha già perso da molti anni: da quando il boia Toni Negri armava le stupide menti degli studentelli borghesi di Scienze politiche di un irrazionale e viscido odio ideologico. Forza Nuova non odia nessuno, neppure il più infame dei propri attentatori: rivendica esclusivamente la propria avversità a pratiche e condotte sterili nel pensiero quanto nella prassi. Non chiediamo né elemosiniamo la solidarietà del sindaco Flavio Zanonato e della sua giunta, colpevoli certamente di collaborazione pratica con i loro compagni dei centri sociali. Non si lamenti la sinistra di governo se l’esasperazione dei giovanili destra toccherà il punto più profondo, innescando legittime e vigorose reazioni tese a ristabilire gli equilibri e la vivibilità politica per tutti. Già da oggi proseguiamo imperterriti il nostro cammino di rivendicazione e lotta confidando esclusivamente nelle energie nostre e di chi ci ha sempre supportato, in primis la maggioranza silenziosa dei cittadini padovani, esausti e determinati nel condannare questa putrescente sinistra leninista. Senza fretta senza tregua.

Il Coordinatore nazionale di Forza Nuova - Dr. Paolo Caratossidis

Forza Nuova – Federazione di Padova “Ezzelino III Da Romano”, Segreteria Regionale del Veneto
Via Dal Santo 4, Padova tel-fax: 049/7388499 padovafn@tin.it www.forzanuova.org

postato da: alechief alle ore 12:15 | link | commenti (1)
categorie: comunicati
lunedì, 06 novembre 2006

Riflessioni!

padova-056.jpg

 

Due marce, un'Idea!

E’ finita così. Patta. Un pareggio vincente e perdente allo stesso tempo. Due manifestazioni da 700-800 militanti l’una, disciplinate ed esteticamente impeccabili. Ma pur sempre due. Due movimenti di una stessa idea. Due verghe di uno stesso fascio. Padova e l’Italia intera ci hanno ammirato (esiste ancora qualche italiano in Italia) e osservato perplessi (stessi simboli, stessi slogan, medesimo stile, grinta e coraggio in sabati fascisti diversi). Onore comunque agli organizzatori e a chi (e ne ho visti) ha sconfitto la sindrome ghettizzante delle logiche di partito per dire NO alle piaghe di questa italietta medio-borghese che ci stanno costruendo attorno. Abbiamo cantato con Forza Nuova e abbiamo cantato con la Fiamma Tricolore, insomma abbiamo cantato per l’Italia. L’auspicio è sempre il solito: unire i due cori, ricompattare le file e marciare insieme per far si (e questa non è mia) che quel domani che ci appartenne possa appartenerci di nuovo.

(Alessandro nero.splinder.com)

 

 

 

postato da: alechief alle ore 17:26 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni
mercoledì, 01 novembre 2006

TO EZRA

+ 1-11-1972

postato da: alechief alle ore 19:14 | link | commenti (1)
categorie: per non dimenticare

Gli strumenti della fame!

Fao vuol dire fame!

Non so se avete letto il Corriere della Sera di ieri. C'erano due pagine piene zeppe sulla Fao. A proposito avevo scritto qualcosa due settimane fa. Dall'articolo del cds si evince il continuo e immancabile batti e ribatti di accuse che i noti poteri forti si scambiano da sempre. Il dato di fatto però è quello che degli "affamati" se ne fregano. Non voglio ,però, soffermarmi a bastonare i soliti noti (che se fregano altamente anche di me). No, ora voglio accusare anche tutti quegli strumenti che in maniera più o meno inconsapevole sono altrettanto responsabili del problema. L'avevo scritto nell'articolo e lo ribadisco qui: nonostante ogni santo giorno che Dio mette in Terra nasca una nuova associazione di volontariato, ong o che dir si voglia che ha come obiettivo quello di combattere la fame nel mondo, il numero degli indigenti aumenta e non di poco. Aiutare gli altri non è sbagliato anzi. Ognuno ha quel che ha donato. E' il metodo che non funziona. E' duro dirlo ma il sorriso di un bambino o di un ragazzo che state imboccando e quindi sfamando (ma non educando e formando) nasconde ai vostri occhi quello di altri milioni d'individui che non possono esserne compartecipi. Ci vorrebbe tutto l'occidente per sfamare in questo modo il c.d. terzo mondo e mi sembra che ciò sia eufemisticamente chimerico. Col vecchio e nuovo colonialismo la situazione è decisamente sull'orlo del baratro. Una soluzione? Mandate via gli occidentali che approfittano per loro stessi della povertà dei  popoli del terzo mondo (andate a vedere il sito della Comunità Popoli e capirete cosa vuol dire aiutare senza interessi personali) e edificatevi da soli il vostro futuro, sulle solide basi delle vostre tradizioni. Il ruolo civilizzatore degli occidentali si è concluso da tempo. Oggi Kipling non parlerebbe più di fardello dell'uomo bianco e robe simili. Le radici profonde non gelano (e le coltivazioni che vi impongono le oligarchie occidentali non sfamano).

(Alessandro nero.splinder.com)

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martedì, 31 ottobre 2006

Riflessioni!

Due parole...

Visto le tante domande riguardo alla manifestazione contro la base di giovedì scorso scrivo qui due righe.

Prima di tutto sono felicissimo di come sia andata. Eravamo pochi ma ottimi. Impavidi e decisi a protestare contro l'insediamento americano non ci siamo fatti prendere dalla solita paura della brutta figura che infoiba puntualmente le azioni di alcuni.

Il buon Alex, megafono in mano e il solito barbuto temperamento, non ha subito alcuna aggressione da parte di alcun pompiere pre o post 11 settembre che fosse.

I giornali, a parte qualche refuso o errorino dovuto anche alle miriadi di sigle che ci contraddistinguono, ci hanno portato virtualmente in quella piazza che era nostra per diritto storico. Scusate un po' ma sti americani grazie a chi sono entrati nella nostra bella penisola? Ecco!!!

L'ultima cosa è per tutti i vicentini. Sappiate che nonostante i comitati, la giunta comunale, il governo, i ragazzini dei centri sociali e tutti gli altri pagliacci c'è veramente qualcuno che combatterà questi cazzo di invasori...

SIAMO NOI!!!

postato da: alechief alle ore 13:29 | link | commenti (1)
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